Memorie vive

un archivio vivo che Preggio conserva per sé e condivide con il mondo.

Un archivio contro il silenzio

Ci sono cose che non finiscono nei libri di storia. Non perché siano meno importanti — spesso è esattamente il contrario — ma perché nessuno le ha mai scritte. Vivono nella voce di una signora di ottantadue anni che ricorda come si trebbiava il grano a Preggio, o nel gesto di un uomo che indica con la mano un campo che non c’è più. Vivono finché quella voce c’è. Poi, senza rumore, spariscono.

Memorie Vive è il tentativo di fermarle, prima che sia troppo tardi.

Cosa stiamo facendo

Il progetto raccoglie la memoria storica di Preggio attraverso interviste video agli abitanti più anziani del borgo e della comunità che gli è cresciuta intorno. Non sono interviste in senso giornalistico — domanda, risposta, prossimo argomento. Sono conversazioni vere, condotte con pazienza e cura, in cui le persone raccontano la vita com’era: il lavoro nei campi, le feste, i mercati, le storie di famiglie, i cambiamenti del paese, le cose che si sono perse e quelle che resistono ancora.

A queste nuove testimonianze si affianca il recupero di materiale già esistente: vecchi filmati in super8 e videocassette, registrazioni audio, fotografie, documenti che dormono in cassetti e soffitte — e che, senza un intervento, rischiano di deteriorarsi fino a scomparire del tutto.

Il risultato sarà un archivio digitale aperto, consultabile da chiunque su questo sito. Un patrimonio di Preggio — ma non solo di Preggio.

Perché adesso

Chi ha vissuto il Novecento a Preggio — il lavoro agricolo, la guerra, la ricostruzione, l’arrivo dell’elettricità, lo spopolamento lento degli ultimi decenni — ha una memoria che non esiste in nessun altro posto al mondo. Non è archiviata, non è digitalizzata, non è al sicuro da nessuna parte. È lì, in quelle persone, e il tempo passa.

Progetti simili avviati in altri borghi italiani hanno dimostrato che registrare queste testimonianze produce effetti concreti e duraturi: aiuta gli anziani a interagire con il digitale e permette ai giovani di riscoprire la storia del proprio territorio Secondo Welfare. In alcuni casi, come documentato dal progetto Memorabilia, la raccolta e la digitalizzazione di foto, filmati, audio e interviste ha riacceso l’interesse per comunità periferiche, rafforzando i legami anche con gli abitanti trasferitisi altrove. In altri ancora, come nell’esperienza dei Cammini Bizantini nel Cilento, dialetti e modi di dire sopravvivono come archivi viventi che restituiscono tracce di epoche e culture passate — e la lingua stessa diventa documento storico.

Questa memoria è fragile, certo, ma sorprendentemente resistente: sopravvive nei gesti quotidiani, nelle parole del dialetto, nelle leggende sussurrate ai più piccoli. Ma sopravvive solo finché ci sono persone che la portano con sé. Ecco perché è urgente ascoltarle adesso.

Un archivio aperto, non un museo

Memorie Vive non è un’operazione nostalgica. Non vogliamo costruire una teca dove conservare il passato sotto vetro. Vogliamo costruire qualcosa di vivo: un archivio che cresca nel tempo, accessibile a ricercatori, studenti, curiosi, nipoti lontani, chiunque voglia capire cosa fosse questo posto e cosa significhi ancora oggi essere di Preggio.

Tutti i materiali raccolti — video, audio, fotografie — saranno disponibili gratuitamente su preggio.info, con la cura che merita un patrimonio comune.

Come puoi contribuire

Hai vecchi filmati, fotografie, registrazioni audio che riguardano Preggio e la sua comunità? Conosci qualcuno che potrebbe avere ricordi preziosi da condividere? Vuoi partecipare come volontario al progetto?

Scrivici a proloco@preggio.info — ogni traccia conta.

Una brevissima anteprima del lavoro in corso di realizzazione per il progetto “Memorie Vive”.

video by Andrea Panzironi

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